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Autostrade vola in borsa. Raggiunge intorno alle quattro il tre e mezzo per cento. E dire che motivi ce ne sarebbero forse per perdere qualcosa. Ieri le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che ha annunciato una risposta al commissario al mercato unico Charlie McCreevy entro la fine della prossima settimana, suonavano già abbastanza dure: ?La lettera mi è arrivata solo ieri, scadrebbe domani, non accetto ultimatum?, aggiungendo: ?Non mi piace affatto ciò che sta succedendo in Europa in questi giorni?. Oggi il ministro alle politiche comunitarie Emma Bonino a Cernobbio ha stabilito che ?il problema e' quello di capire che le concessioni sono un bene pubblico e non privato?, aggiungendo che ?rappresentano un problema vero e questo non vale solo per Autostrade ma vale per qualsiasi rete, sia quelle fisiche che meno fisiche?. Insomma non è proprio quella che si definisce un?apertura verso Bruxelles. A chi gli chiedeva commenti, il presidente di Autostrade Gianmaria Gros Pietro ha risposto che ?Quando il governo è al lavoro, gli altri devono stare zitti?. Insomma, sulla fusione Autostrade-Albertis il Governo non vuole mollare.
Tornando alla borsa, a sentire gli analisti non ci sono motivi per questo rialzo, presumibilmente si tratta di movimenti speculativi che una volta innescati, hanno vita propria. Ma, se le cose stanno così, allora c?è da aspettarsi un brusco arresto.
Anche dall?incontro tanto atteso di oggi tra Prodi e il presidente dell?Anas Pietro Ciucci, non emergono particolari novità: ?L'Anas dà la sua collaborazione massima al governo perchè il governo possa puntualmente dare le informazioni che l'Unione Europea ha richiesto?, e a chi gli chiedeva un commento sul progetto di fusione ha risposto che ?non è Anas a dover dire l'ultima parola?, ma che in ogni caso la posizione della società rimane quella della ?comunicazione data, che forniva una posizione negativa e trasmetteva anche la valutazione dei due ministri?.
Qualcuno ipotizza che sia l?interessamento di Bruxelles in sé a entusiasmare gli investitori. Forse. Intanto, sui dubbi espressi da Di Pietro sulla presenza di una società di costruzioni tra i soci di Albertis, gli analisti fanno spallucce e rispondono che si, forse potrebbe creare qualche corto circuito negli appalti, ma si tratta di problemi risolvibili.
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